Alcuni effetti dei cambiamenti già in atto e attesi

Ecosistemi, biodiversità, flora e fauna

– Gli ecosistemi, sia specie vegetali coltivate che spontanee, sia specie animali, come insetti e vertebrati, reagiscono ad un clima più caldo modificando il ciclo annuale;
– Specie vegetali e animali risalgono in quota: alcune, più adatte ai climi freddi, tendono a trovarsi in habitat non più ottimali, andando incontro a una flessione della popolazione o anche all’estinzione;
– Alcune specie invasive possono essere favorite dallo svantaggio in cui si troverebbero specie autoctone, acclimatate alle condizioni preesistenti;
– Caldo intenso o mancanza d’acqua influiscono sulla composizione naturale delle foreste, favorendo la presenza di specie caducifoglie a scapito delle conifere.

Agricoltura

– Le colture reagiscono anticipando, e talvolta allungando, il ciclo annuale e quindi le operazioni colturali devono adattarsi a calendari in evoluzione;
– Le aree idonee alle coltivazioni si spostano verso aree più fredde (generalmente più in quota);
– La qualità della produzione tende a subire delle modifiche: per alcuni aspetti potrà avvantaggiarsene (viticoltura, olivicoltura), ma per altri è possibile un declino nelle aree più calde (melo, uva da spumante);
– Le maggiori limitazioni nella risorsa idrica tendono a penalizzare le coltivazioni non irrigue ancora esistenti.

Rischio idrogeologico

– Aumentano le aree soggette a instabilità idro-geologica e al pericolo di frane per il degrado del permafrost e delle aree glaciali;
– Sono più frequenti alluvioni lampo (flash flood) e colate di fango per l’aumento di eventi di precipitazione intensa.

Salute umana

– Aumentano le ondate di calore estive che colpiscono i soggetti più vulnerabili (anziani, bambini, malati);
– Si diffondono nuove malattie infettive, infezioni microbiche e parassitarie (es. ad opera di zecche e zanzare);
– Si osservano maggiori quantità di pollini allergenici in atmosfera con conseguenze sulla salute della popolazione allergica.

Energia

– Si osserva un incremento della punta di domanda energetica estiva ed un calo in quella invernale;
– Tende a variare la disponibilità idrica con conseguenze sul sistema di produzione idroelettrica.

Turismo

– Il turismo invernale e il settore sciistico risentono dell’innalzamento del limite delle nevicate e la riduzione della nevosità e della durata della stagione invernale rendendo sempre meno sostenibile l’innevamento artificiale;
– In estate aumenterà l’afflusso di turisti verso località di montagna più fresche consentendo di potenziare le proposte estive o di mezza stagione.